Le nuove frontiere della terapia: la Tecar

In ambito agonistico è ormai utilizzata quotidianamente, ma molti non sanno ancora come agisce. Cerchiamo di capire cosa sia e come funziona.

Avete una contrattura che non passa, uno stiramento o uno strappo che non vi danno tregua, problemi tendinei o ossei? Sembra impossibile, ma ora la soluzione contro il dolore e l’infiammazione c’è, e funziona si chiama Tecar. Il termine deriva da un acronimo formato dalle parole: trasferimento energetico capacitivo resistivo. La tecarterapia è una nuova forma di terapia che riattiva i naturali processi riparativi e antinfiammatori .Tanti sono ancora scettici, ma secondo voi, i nostri amici animali si lasciano condizionare dall’effetto placebo? Eh sì perché la Tecar viene utilizzata anche su di loro e sicuramente non si lasciano condizionare.

Su cosa si basa la tecnica.
Attraverso degli elettrodi (capacitivo in vetro ceramica e resistivo in acciaio) che vengono applicati sul paziente si avrà un trasferimento di energia biocompatibile ai tessuti lesi,senza alcuna somministrazione dall’esterno, ma inducendo dall’interno le cosiddette correnti di spostamento attraverso il movimento alternato(500.000 volte al secondo)delle cariche elettriche che, sotto forma di ioni, sono costituenti essenziali di ogni substrato biologico aumentando la temperatura interna sulla parte danneggiata o dolorante, il tessuto viene rivascolarizzato, cioè si cerca di aumentare il flusso ematico, ricreando il metabolismo corretto del muscolo o del tendine.

 

Per recuperare ancora più rapidamente
La Tecar si può utilizzare anche in fase acuta, in pratica quando l’infiammazione è al suo culmine. I benefici si possono riscontrare già dalla prima seduta, con la diminuzione del dolore e il parziale recupero funzionale della parte lesa. Ciò significa che la seconda applicazione troverà dei muscoli o dei tendini meno contratti o infiammati e si potrà agire e ottenere dei risultati in maniera esponenziale. Le sedute sono limitate non è necessario protrarle a lungo, sempre in considerazione del tipo di danno subito e se il soggetto può permettersi di stare a riposo. Se per impegni agonistici l’individuo deve, comunque, sottoporre a sforzi la parte lesa, il miglioramento ci sarà e sarà sensibile, ma la terapia sarà più lunga. L’ideale sarebbe, quindi, restare a riposo. La Tecar non presenta effetti collaterali, perché non è invasiva, quindi chiunque può essere trattato(tranne i portatori di pace maker), inoltre può essere efficace anche con patologie degenerative come l’artrosi. Certo non si risolvono, ma un sollievo in termini di dolore è garantito.

Il trattamento è mirato cioè si andrà ad agire solo sulla parte danneggiata e non su altre, questo fa sì che, limitando il raggio di azione, il lavoro sia tutto concentrato al recupero della parte danneggiata; inoltre la terapia viene pensata e applicata sul soggetto in base alle sue problematiche, questa flessibilità le permette di agire al meglio in relazione al paziente e al danno biologico subito. Altro aspetto da non sottovalutare è che questa terapia è totalmente indolore!

I vantaggi
Sempre cercando di evitare farmaci, che a volte, ovviamente sono necessari, e amplificare l’efficacia della tecar le si può abbinare la terapia manuale. Ad esempio, se si deve curare una contrattura muscolare, l’abbinamento della Tecar con il massaggio miofasciale, va sicuramente ad agire in maniera consistente sul micro circolo a livello del tessuto connettivo. I risultati saranno ottimi.

Prevenzione
In ambito agonistico la Tecar viene impiegata anche a scopo preventivo, in quando il lavoro di vascolarizzazione, che viene fatto sui tessuti, aumenta l’elasticità, garantendo in alcune discipline una migliore performance. Sempre in ambito agonistico la si usa, anche, dopo la prestazione per smaltire rapidamente l’accumulo di tossine o di acido lattico. I costi sono ancora un po’ elevati tra 35-50 euro a seduta, in funzione della durata del trattamento.


Barbara Palumbo
Con la consulenza di Sergio Beretta
massofisioterapista e operatore Tecar a Milano.

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