Lesioni per età
Lesioni
per età
A cura di Walter Albisetti e Omar De Bartolomeo
Le lesioni dei ballerini in base all’età in cui iniziano a praticare la
danza e in base a due importantissimi fattori: la tecnica utilizzata
(per danzare, ma anche di insegnamento!) e la costituzioni psico-fisica
del ballerino. Sappiamo infatti che la danza è una disciplina che richiede
straordinarie doti tecniche ma anche fisiche, soprattutto quando essa
viene praticata ad al alto livello, per molte ore al giorno e richiedendo
anche lo sviluppo di particolari caratteristiche non sempre “fisiologiche”
per il costituzione fisica del ballerino in quella determinata fascia
di età.
Spesso abbiamo ripetuto
un concetto molto importante, vale a dire che nella danza classica praticata
ad alto livello, il limite tra “il fisiologico” e “il patologico”
è molto sottile. Questo vuol dire che è estremamente facile “farsi male”,
soprattutto se non si rispettano i principi che in questa rubrica vorremmo
far passare. I fattori di rischio nella genesi del trauma sono quindi
il tipo di movimento/fondamentale tecnico, la velocità di esecuzione,
lo stato psico-fisico del ballerino al momento del trauma, la forza espressa,
le caratteristiche ambientali (suolo, tipo di scarpa, illuminazione).
Per questo la danza, svolta a livello professionistico, prevede una profonda
conoscenza della tecnica, al fine di sfruttare al massimo il proprio corpo
e limitare il più possibile l’infortunio.
Primo fattore da considerare è quando iniziare la pratica della
danza. Di sicuro è difficile dare una risposta certa, questo
perchè “stiamo cambiando”, vale a dire siamo diversi da come eravamo 5,
10, 20 anni fa. Se noi siamo diversi, diverso dovrà essere il nostro approccio
alla danza. Ci sembra corretto dire che l’età migliore per iniziare la
pratica della danza sia intorno ai 5-6 anni. Le lezioni dovrebbero essere
ben strutturate, in modo da sviluppare tanto la musicalità che la motricità
dei bambini.
Vogliamo sottolineare che l’esercizio fisico a queste età è particolarmente utile in quanto migliora la coordinazione, la capacità cardio-respiratoria, la socializzazione ed è inoltre propedeutica alla correzione di alcuni paramorfismi dell’apparato locomotore, come il “piede piatto” e il rinforzo della muscolatura del tronco e degli arti.
Ricordiamo che la crescita corporea è un continuum che tuttavia presenta dei picchi, come nel caso del menarca nelle ragazze. Durante l’accrescimento si verifica l’allungamento delle ossa a livello di alcuni punti specifici, che sono anche regioni molto delicate e quindi possibile sede di lesioni se sovraccaricate eccessivamente. Il menarca, vale a dire il momento in cui compaiono i primi flussi mestruali, e un momento critico, oggigiorno molto variabile come comparsa, dai 10 ai 15 anni, mediamente verso i 12 anni. Le ballerine che praticano danza ad alto livello hanno di solito i primi cicli mestruali tardivamente, verso i 14-16 anni, questo per via del “basso peso”, dello stress derivante dall’allenamento intenso, per gli squilibri endocrini (prolattina).
Queste modificazioni hanno ripercussioni sullo sviluppo muscolare, sul trofismo osseo e, dunque, sul tipo di traumi a cui si va incontro a questa età. In modo molto generico, potremmo dire che i 15 anni rappresentino una soglia di miglioramento fisico-tecnico, vale a dire un momento in cui il ballerino e la ballerina subiscono le modificazioni più importanti e sono pronti a “forzare” per affinare il più possibile la loro tecnica. Questo limite d’età non deve però esser preso come limite assoluto. Ogni ballerino è diverso da un altro e deve essere studiato e valutato singolarmente.
Prof
Walter Albisetti e del Dott. Omar De Bartolomeo
Dancemedicine.eu





