Rugantino
Rugantino. E’ difficile dire se sia più famosa la popolare maschera romana
o il personaggio della commedia musicale di Garinei e Giovannini. Uno
spettacolo che ha fatto il giro del mondo e che, probabilmente, almeno
da 50 anni, ha datonuovo lustro e popolarità alla maschera romanesca senza
appannarne il fascino perché gli ingredienti di Rugantino sfidano il tempo
stesso e sono eterni come quella Roma che gli fa da pittoresca cornice.
Uno spettacolo storico, sicuramente, ma non vecchio, anzi, sempre più
attuale con quella voglia di divertire e ommuovere, con i suoi personaggi
in bilico tra mascalzonaggine e bontà, simpatia e boria. Come non innamorarsi
di Rugantino che sa essere sbruffone, chiacchierone, vigliacco, tenero
e dolce. O di Rosetta, incarnazione della venere romana, bella e irraggiungibile
ma così umana. Come non commuoversi con Mastro Titta, il boia, uomo buono
sempre in giro con il pesante fardello della sua professione, o non farsi
conquistare da Eusebia e dalla sua ruspante simpatia? Intorno ai protagonisti
altri personaggi perfetti per rendere questo spettacolo un piccolo grande
capolavoro di un teatro internazionale.
E’ inoltre impossibile tralasciare l’importanza e il fascino della musica
creata dal Maestro Trovajoli:”Roma nun fa la stupida stasera”, “Ciummachella”,
“Tirollallero” canzoni che grazie a Rugantino hanno preso il volo e fatto
il giro del mondo. Adesso Rugantino torna in scena con il volto, la voce
e la verve di Enrico Brignano. Accanto a lui un cast importante nei 12
ruoli e nei 16 solisti. Nella tradizione dei grandi spettacoli di Garinei
e Giovannini, si sottolinea il ritorno in buca dell’orchestra. Un grande
sforzo produttivo del Sistina e di Artifex con il Patrocinio di Roma Capitale
che, per festeggiare i 60 anni del Teatro Sistina riprendono scene e costumi
originali firmati da Giulio Coltellacci mentre la regia di Garinei a Giovannini
viene ripresa dallo stesso Brignano che per rispetto alla fedeltà del
testo mette in scena il primo copione originale.





