Il famoso pittore londinese Basil Hallward mostra al suo amico Lord Henry la sua ultima opera: il ritratto di un giovanissimo nobile.
Lord Henry è rapito dalla bellezza che scaturisce dal ritratto e dalla persona che ne è il soggetto, e chiede assolutamente a Basil di conoscerlo di persona.
Reticente, alla fine il pittore cede e gli presenta il bellissimo e giovanissimo Dorian Gray.
Il giovane ed innocente Dorian lega subito con il vissuto Lord Henry, divertendosi in conversazioni stuzzicanti. Lord Henry invita il giovane a non sprecare il dono della bellezza e della gioventù, e di sfruttare tutto questo per iniziare una vita piena di esperienze.
Questo spinge Dorian Gray ad esprimere, quasi per scherzo, un desiderio: vorrebbe che i segni inevitabili che la vita lascia sulle persone possano essere rivolti al suo ritratto, e non a sé stesso. Ma quello che è nato per scherzo, si avvera.
A mano a mano che il giovane Dorian perde la sua innocenza, che accumula esperienze non sempre gratificanti, il suo ritratto acquista una ruga, od un'espressione maligna. Dorian Gray, quando se ne accorge, ne è spaventato e nasconde il ritratto in soffitta: nessuno dovrà sapere quanto è sporca la sua anima, quell'anima resa visibile dal ritratto.
Dopo molte travagliate vicende, la sua corruzione è massima ma conserva ancora una faccia innocente che gli procura la simpatia generale. Dilaniato da questa contraddizione e spaventato dal proprio ritratto, Dorian decide di distruggerlo e quindi è distrutto egli stesso.
Ideazione e libretto: di TATO RUSSO
Musiche: MARIO CIERVO e TATO RUSSO
Arrangiamenti e orchestrazione: GIOVANNI GIANNINI
Scene: UBERTO BERTACCA
Costumi: GIUSI GIUSTINO
Coreografie: AURELIO GATTI
Virtual orchestra: programmato da MAURIZIO SANSONE
Luci: PATRICK LATRONICA
Assistente alla regia: FRANCO TRAVAGLIO
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