Oblivion Show
Un circo volante in cui si alternano irresistibili montaggi di canzoni
e irriverenti parodie, cantautori italiani riarrangiati a colpi di cazzotti
e la fenomenale riduzione musicale dei "Promessi Sposi in 10 minuti",
vero e proprio cult della rete. Un'ora e mezza di pura follia, con tempi
comici e tecnica musicale di altissimo livello. Sempre più bravi, sempre
più Oblivion. Chi ha avuto la fortuna di assistere al primo spettacolo
degli Oblivion, nella stagione teatrale 2008-2009 al Teatro Franco Parenti,
non può fare a meno di chiedersi: “Ma quanto sono diventati bravi?”. L’Oblivion
show della scorsa stagione era già un piccolo capolavoro, ma l’omonimo
spettacolo cui hanno potuto assistere ieri sera gli spettatori del Teatro
Creberg di Bergamo ha mandato in delirio la platea.
Assolutamente perfette le novità introdotte a tempo di record in questo spettacolo. Le otto tragedie di Shakespeare in otto minuti, reinterpretate musicalmente in stile “Porta a porta”, facendo leva sulla loro carica sanguinaria da cronaca nera, sono state il clou dello spettacolo insieme agli “Esercizi di stile”. In una lotteria funambolica, i nostri cinque mattatori sono riusciti a coniugare i cantanti e gli stili più disparati, interpretando “Se bastasse una canzone” di Ramazzotti nella polifonia tipica dei canti sardi, “Rose rosse” di Massimo Ranieri in stile Beach Boys, “Una zebra a pois” in stile rap-disco e Zucchero in canto gregoriano. Una bravura musicale e un’innata comicità che lasciano senza parole, ma soprattutto la capacità di non smettere mai di migliorarsi e superare se stessi sono le doti degli Oblivion e del loro piccolo gioiello. Uno spettacolo dedicato a tutti, ma proprio tutti quelli che: il teatro classico è noioso, i musical sono banali, a teatro voglio ridere, se non recitano Shakespeare io non mi muovo neanche, il teatro è cultura, il teatro è evasione, il teatro è… Oblivion!





