Caino e Abele
Per la prima volta, che io sappia, almeno in Italia, un oratore di musiche
folk trova la vastità di respiro e l'unità di ispirazione da comporre
e da proporre, con autenticità di consenso una vera e propria opera musicale.
L'amore e l'odio, Abele e Caino, la creazione e la distruzione e la morte
in continuo alternarsi e spesso sovrapporsi hanno intessuto drammaticamente
la storia dell'uomo: dalle primissime origini ad oggi.
E' stato con un atto di puro amore che agli inizi dei tempi Dio creò l'universo
ed in esso l'uomo: ma non trascorrerà molto tempo che Caino, geloso, ucciderà
Abele l'innocente;che Giuda tradirà Cristo col più simbolico gesto d'amore:
il bacio; che Luther King e Anna Frank cadranno, amando e infocando la
pace tra gli uomini, colpiti dalla violenza, sempre cieca, e dall'odio
talora sottilmente e ragionatamente diabolico. Solo l'amore arcano e perenne
di Francesco e Chiara, solo la lunga e paziente sofferenza laboriosa dei
negri delle piantagioni americane ( e direi di tutti gli uomini che lavorano,
in ogni parte del mondo che considerano il lavoro, di per sè, fonte e
opera di riscatto e di elevazione) costituiscono come una pausa al combattimento
cruento tra l'amore e l'odio, tra Abele e Caino.
Tema altissimo, appassionante, davvero universale. Ma quel che avvince
davvero in questa opera folk di Tony Cucchiara, oltre l'indiscussa importanza
dell'assunto, oltre la semplicità nuda e popolare delle scarse parole
(poco più che didascalie indicative di guida o addirittura di enunciazione
degli argomenti e dei personaggi che appartengono tutti alla mitologia
universale del Bene e del Male ), è la sincerità e la felicità e spesso
la novità di ispirazione che sorregge la vasta e ricorrente tessitura
musicale. Non voglio cercare in che modo o in che misura (non è il mio
compito) Tony Cucchiara sia del tutto originale, o se altri prima o meglio
di lui si son già messi per questa strada: quel che mi sento di dire,
esprimendo un sentimento autentico di ascoltatore, è che questa opera
convince e commuove e rende partecipi per la sincerità del canto, delle
melodie e dei cori; non ho mai sentito la falsità o l'astuzia del contrabbando
e della moda, ma sempre schiettezza e personalità. L'opera si apre e si
chiude con due brani-che son tra i belli-dedicati direttamente all'Uomo:
la preghiera di ringraziamento, all'alba del tempo, per essere nato; e
la richiesta supplichevole, un'altra preghiera, perché, oggi, sia perdonato
del male e sia soccorso nella fatica del vivere in un mondo come il nostro
in cui odio e amore, Abele e Caino, si ritrovano ogni giorno faccia a
faccia.





