Memorie
Marius Petipa
Memorie
A cura di Valentina Bonelli
Maître de ballet francese di fama europea, Marius Petipa è stato l’indiscusso artefice del balletto tardo-romantico russo. Al servizio dei Teatri Imperiali russi per oltre mezzo secolo con l’appoggio della famiglia reale e il favore della critica e del pubblico, il suo genio dominò incontrastato fino all’arrivo del nuovo direttore, il colonnello Teljakovskij, che dichiarò guerra all’anziano Maestro rendendone amaro il tramonto di carriera.
Nel 1904, prossimo ai novant’anni e ormai estromesso dalla scena artistica russa, Petipa decise di scrivere le sue Memorie. Ricche di ricordi lieti o toccanti, di aneddoti brillanti e talvolta mordaci che ben dipingono il clima artistico e mondano del tempo, le Memorie offrono un affascinante scorcio dell’Impero Russo tra il crepuscolo della cultura aristocratica zarista e i primi bagliori delle avanguardie del Novecento. Lasciando di tanto in tanto affiorare il risentimento dell’autore per le umiliazioni subite in vecchiaia e il rimpianto per l’epoca d’oro del balletto imperiale.
Inedite in Italia, le Memorie di Petipa sono presentate in questo volume
con una traduzione che attinge in parte al sopravvissuto manoscritto originale
in lingua francese conservato nell’Archivio Bachrušin di Mosca, in parte
alla prima edizione a stampa russa datata 1906.
Marius Petipa nacque a Marsiglia nel 1818, in una famiglia
di rinomati artisti della danza e del teatro. In gioventù si esibì come
ballerino in Francia, in Spagna e a New York, componendo negli stessi
anni i suoi primi balletti. Nel 1847 giunse a San Pietroburgo ingaggiato
come Primo ballerino dai Teatri Imperiali, di cui nel 1870 divenne maître
de ballet principale. Al servizio degli zar fino al 1904, contribuì in
modo sostanziale alla fioritura del balletto russo. Dell’immane corpus
dei suoi balletti restano capolavori quali La Figlia del faraone, Don
Chisciotte, La Bayadère, La Bella addormentata, Il Lago dei cigni, Rajmonda.
Ebbe tra i suoi interpreti i più grandi ballerini dell’epoca e le stelle
della Scuola italiana. Morì a Gurzuf, in Crimea, nel 1910.
Valentina Bonelli, giornalista e critico di danza, è
autrice di numerosi saggi sul balletto per i principali teatri italiani,
oltre a tenere lezioni e conferenze. Esperta di danza e cultura russa,
collabora con le testate <> e <> e scrive altre riviste, tra
le quali <>. Dalla prima edizione è consulente per il festival ParmaDanza
del Teatro Regio di Parma.





