Le scarpette rosse
Autore: Hans Christian Andersen
Una delle sue più celebri fiabe (da cui è stato tratto il film omonimo
del 1948 a firma Michael Powell ed Emeric Pressburger con Moira Shearer
e Léonide Massine) è Le scarpette rosse. È la fiaba di danza per eccellenza.
Macabra e triste come altre fiabe di Andersen (per lo più scritte tra
il 1835 e il 1840) Le scarpette rosse ha per protagonista una bambina
povera, Karin, e delle speciali scarpette rosse, definite "scarpine
da ballo". Per la cronaca le scarpe da ballo inventate dalla Camargo
nel Settecento evolvono a scarpe con le punte nel 1831 quando la Taglioni
le usa nell'"atto delle suore" dell'opera Roberto il diavolo
di Meyerbeer e soprattutto l'anno dopo nella Sylphide.
Le punte della Taglioni (canapa arrotolata e irrigidita da speciali colle)
sono un'invenzione del suo calzolaio Nicolini che si porterà nella tomba
tutti i segreti di quelle scarpe. L'attuale rinforzo di gesso arriverà
invece ai primi del Novecento. Andersen seguì di sicuro con attenzione
la nascita della tecnica delle punte. Intanto, avendo avuto un padre ciabattino,
conosceva la tecnica di costruzione delle scarpe. E poi, soprattutto,
aveva studiato danza. Con quale spirito non si sa. Di fatto il ballo,
nella fiaba di Andersen, ha qualcosa di demonico, di irrefrenabilmente
macabro.
Tanto che Karin deve chiedere al boia di tagliarle non la testa ma i piedi
con indosso le scarpette. Ridotta alle stampelle, troverà la pace solo
quando le si spezzerà il cuore e volerà in cielo (epilogo alla Marcellino
pane e vino) dove nessuno le parlerà mai più di scarpette rosse. In italiano
Le scarpette rosse è contenuto nella raccolta La sirenetta e altri racconti
(Eventvr og histories), Rizzoli BUR ragazzi.





