Ritmi
languidi e suggestivi che raccontano leggende e storie
d'amore.
I movimenti imitano il processo della creazione e la
misteriosa trasmissione della vita
Le danze polinesiane sono originarie di quella zona
dell'oceano pacifico fra le isole Hawaii a nord, la Nuova
Zelanda a ovest e l'isola di Pasqua, comprendendo la
Polinesia francese, le isole Cook, Samoa, Tonga e Tuvalu.
Queste danze, nei tempi antichi, erano considerate rituali e
religiose, danzate per sottolineare i vari eventi
socio-culturali.
Le danze più diffuse e affascinanti del Pacifico sono il
Tamurè e la Hula, bandite nel 1820 dai missionari cattolici,
perché considerate blasfeme per il loro contenuto sensuale,
cioè per il motivo per cui i polinesiani le consideravano
religiose.
Infatti, la Hula doveva provocare eccitazione nel dio Lono,
il dio della riproduzione cosmica e il Tamurè era dedicato a
Tangaroa, dio della fertilità e del mare. Le rigidissime
menti dei missionari imposero le abolizioni di tutte le
canzoni, giochi e i comportamenti naturali, danze incluse.
Venne rivalutata nel primo Novecento ma, negli anni
Quaranta, dai puritani scandalizzati per tanta esplosione di
corporeità, fu imposto alle ragazze di danzarla con lunghi
caffettani bianchi.
Solo
negli ultimi decenni, con il recupero delle tradizioni
indigene, le attraenti ragazze hanno potuto indossare le
loro gonnelline di foglie, corone di fiori e parei colorati.
Ora
le danze non sono più dedicate agli dei del mare ma si
svolgono nei resort, alberghi e villaggi turistici delle
isole, in onore degli stranieri in cerca di emozioni
esotiche anche se vengono ancora praticate in occasione di
eventi, matrimoni ecc. dalla popolazione locale.
In definitiva la danza in Polinesia è gioia e spontaneità,
amore e rispetto per la natura il motivo principale che ci
ha spinto ha proporla in Suryanagara.
Uno spettacolo suggestivo, che potrebbe convincere chiunque
a stabilirsi definitivamente in queste meravigliose isole
del Pacifico.
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