Danza Contemporanea
La danza contemporanea nasce in Europa e negli Stati Uniti dopo la Seconda
Guerra mondiale. La danza contemporanea sperimenta e va alla ricerca sempre
di un corpo “altro” dal quotidiano, “altro” dall’idealizzazione del corpo
realizzata dalla tradizione del balletto classico accademico. Il corpo
del danzatore contemporaneo è un ipercorpo, come un ipertesto
nell’informatica, una pagina web, con molti input espressivi ed emozionali
per chi danza e per il pubblico. E' un corpo dove si inscrive la realtà
contemporanea dell’uomo moderno del nuovo millennio.
Nei suoi gesti, nei suoi movimenti, nelle linee del corpo, delle braccia,
delle mani, delle gambe che disegnano spazi corporei e geometrie nell’aria
e a terra, c’è tutto l’uomo, le sue emozioni umane, la ricerca costante
dell’amore, la gioia della vita, l’eros nel desiderio dei corpi che si
intrecciano, ma c’è anche la paura, l’incertezza del nostro vivere quotidiano.
La danza contemporanea nasce proprio da una nuova esigenza espressiva
che possa fare della danza una forma di linguaggio artistico che possa
raccontare la società contemporanea.
Dalla nascita della nuova danza non ci saranno più nette classificazioni
tra i generi, ma tutta l’ energia creativa sarà focalizzata sull’unico
obiettivo di comunicare come lo si vede nelle composizioni dei più grandi
maestri contemporanei tra cui: Pina Baush, Merce Cunningham, Wim
Vandekeybus, Martha Grahm e molti altri ancora. Lo spettacolo
di danza diventa quindi performance, evento. Ed il coreografo è più un
regista che concepisce la danza non soltanto come qualcosa che si fa esclusivamente
con il corpo, ma come qualcosa che si nutre degli innnumerevoli input
visivi, e che avvolge tutti i sensi e le emozioni dello spettatore. Il
coreografo contemporaneo, quindi, deve essere in grado di avere una mente
aperta, e capacità di gestire molteplici forme di linguaggio espressivo.
La danza molto spesso diviene quindi non l’obiettivo finale della creazione,
ma un mezzo attraverso il quale il messaggio viene comunicato con il corpo
e con l’ambiente dentro al quale il corpo si muove a seconda della storia
del territorio in cui la danza contemporanea si sviluppa, la ricerca si
concentra su aspetti diversi.
In Europa si sviluppa una ricerca che nutre un’attenzione maggiore alla
drammatizzazione, alla storia. Questa attenzione ha dato vita, ad esempio,
al tanzteahter della coreografa tedesca Pina Bausch, che ha creato un
vero e proprio genere nel quale la danza e il teatro divengono una cosa
sola, moltiplicando i canali comunicativi e toccando corde sottili e profonde
della condizione umana.
In Italia esiste una corrente di pensiero che vuole l’arrivo della danza
contemporanea nella città di Torino, negli anni ‘70, ad opera di Bella
Hutter, che fonda il primo centro di ricerca sperimentale della danza.
Anche il ruolo del danzatore è molto cambiato nella danza
contemporanea. Un danzatore emancipato e autore di sé stesso, al quale
il coreografo lascia molto più spazio creativo rispetto al passato. Molto
spesso il coreografo contemporaneo delega al danzatore la creazione di
frasi coreografiche, che poi assembla e inserisce in un contesto e in
uno spazio. Per fare questo l’improvvisazione diventa uno strumento indispensabile
per la creazione coreografica. Attraverso l’improvvisazione ogni danzatore
può sondare le proprie qualità di movimento, e ricercare un proprio specifico
linguaggio. Nella danza contemporanea le differenze sono quindi considerate
una risorsa inestimabile da assecondare e da approfondire, proprio per
tesso ha stimolato inoltre l’affermazione del "solo", un luogo
in cui il danzatore ha la possibilità di mettere in scena una creazione
tutta sua, sondando l’aspetto più intimo del sé, toccando corde profonde
del proprio "Io" e spingendo il corpo verso il proprio limite.
Molti coreografi, oltre che creare per le proprie compagnie, si sono misurati
con questa forma d’arte, con risultati che sono rimasti negli annali della
danza contemporanea. L’improvvisazione permette di realizzare
un evento unico e irripetibile, a cui solo il pubblico presente in quel
momento può assistere, ed ogni volta che una performance di improvvisazione
prende vita è la ricerca che respira nello spazio scenico. Il pubblico
viene invitato a scoprire quello che accade nel momento stesso in cui
accade.





