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NEWS E CURIOSITÀ DELLA DANZA

WHY... be extraordinary when you can be yourself ›  Torna alle news

Daniel Ezralow
Perché muoversi? Perché saltare? Perché danzare?

Come fuggire l’uniformità della vita diventando individui (se stessi)

Fino al 24 febbraio al Teatro Olimpico di Roma, Daniel Ezralow regala agli spettatori una pillola di saggezza, che va giù per la gola diluita con splendide musiche, arriva nello stomaco con leggerezza e contagia pervadendo il corpo di una irrefrenabile voglia di ballare.

Why…be extraordinary when you can be yourself. Perché essere stra-ordinari quando puoi essere te stesso? Siamo individui e in quanto tali anche unici. È questo il messaggio di Ezralow.

È proprio lui, sì, Daniel Ezralow “quello” che nella trasmissione “Amici di Maria De Filippi”, che seduto in commissione metteva la musica e per un minuto voleva che i ragazzi improvvisassero. Muoversi liberamente, senza un clichè, senza una coreografia. Unica regola: essere se stessi. «Guarda. Ascolta. Pensa. Fai», ama ripetere Ezralow ai suoi ballerini, «Non nascondetevi dietro la vostra tecnica: la tecnica non è un fine, ma un mezzo per esprimervi».

 

 

Ma Ezralow in realtà non è affatto un “figlio” di Amici. Vanta un curriculum di tutto rispetto. Lar Lubovitch, Paul Taylor, Pilobolus sono solo alcuni dei nomi con i quali ha lavorato, oltre ad essere uno dei fondatori del celebre gruppo dei Momix.

È partendo dal reality di Maria de Filippi, però, che Ezralow partorisce l’idea di questo spettacolo. Forse è stato l’unico in grado di tirar fuori qualcosa di veramente positivo dalla trasmissione che ha trasformato il talento in un ammasso informe di chiacchiere e di pochi (rarissimi ahimè) capaci, una serie di divi prematuri e sicuramente più preoccupati delle telecamere che delle lezioni.

Insomma, Ezralow è riuscito a portar fuori il talento vero, a formare un gruppo di ex partecipanti alla trasmissione e non. Li ha messi sullo stesso piano umano, senza gerarchie gerarchie, liberi dai ruoli, ma ne ha tirato fuori la peculiarità di ognuno, rendendoli in scena riconoscibili, speciali, unici, ognuno per un motivo diverso.

Il risultato è un’ora di adrenalina, tecnica, dinamismo. Non esiste noia, neppure un istante. Il gioco continuo fra video-proiezioni e corpi reali che interagiscono; le scenografie “domestiche” e “urbane” che si alternano a video onirici (realizzati da NoiseVideo e Spark Digital Entertainment), illusioni impalpabili, interazioni inattese tra la quotidianità della casa, del lavoro, e il sogno che diventa realtà. Persino la scelta musicale è adeguatissima. Inizia come un battito di cuore, monotona, poi spazia nello swing americano, divertente, fino ad Alanis Morissette e gli U2, carica emozionale. E’ un crescendo di euforia.

I ballerini sono incredibilmente magnetici, sincronici, nei salti, nei giri, nei giochi coreografici creati ad hoc per stupire e divertire.
Ironici, lavorano sul corpo con grande attenzione, precisione. Le scene si susseguono senza soluzione di continuità, ora emozionali ora divertenti. Lo stile è indefinibile: è di Ezralow. La tecnica classica al servizio del jazz con tocchi di acrobazia e breack dance.

Dall’entusiasmo di un gruppo di ragazzi e la fantasia di un coreografo originalissimo ha preso vita un reale work in progress che si è arricchito della meravigliosa quotidianità della vita sul set, così come di un put pourri di stili, personalità e generi musicali.

La vita è un meraviglioso caleidoscopio di mille azioni semplici ma uniche, come è unico ciascuno di noi. Ogni espressione della vita ha in sé una danza: anche il più impercettibile dei sussulti può diventare “bello”. Vorrei svelare la meraviglia a volte nascosta sotto l’abitudine. (Daniel Ezralow).

Sito ufficiale: www.danielezralow.it

 

Tania Mastrangioli
Teatro.org - rubrica tutto danza

 


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