La risposta ufficiale del Teatro alla Scala sul caso anoressia

 

Accademia Teatro alla Scala "Allo scopo di porre un punto fermo nelle scomposte discussioni sul delicatissimo tema dell’anoressia e sul caso della ballerina solista Mariafrancesca Garritano, il Teatro alla Scala non può sottrarsi all’obbligo di dare voce ai dipartimenti coinvolti direttamente in questo caso, il Corpo di Ballo e la Scuola di Ballo dell’Accademia. Divulghiamo perciò una dichiarazione e un documento, entrambi di estrema importanza per rendere note al pubblico opinioni finora trascurate dai media e procedure didattiche che avrebbero dovuto essere note a chi ha ritenuto di doversi pronunciare in merito.

La Direzione del Teatro alla Scala"


Alla luce degli ultimi fatti relativi alla querelle Scala-Garritano, episodio che vede l’accavallarsi di innumerevoli dichiarazioni provenienti dai media e da vari esponenti del mondo della danza e della cultura, il Corpo di Ballo ritiene opportuno intervenire nuovamente per spiegare la propria posizione.

Quando, pochi giorni prima del debutto della stagione 2011/2012, sono uscite le prime dichiarazioni sull’anoressia, siamo rimasti basiti e amareggiati. Ci siamo sentiti strumentalizzati e il sospetto che ci si trovasse di fronte a un mero sfruttamento del caso costruito ad hoc per fini personali o a uno pseudo-scoop che servisse da traino promozionale al libro della Garritano ha avvelenato ulteriormente la situazione.

Data la grave disinformazione che ruota intorno alla vicenda ci sentiamo obbligati a fare un passo indietro, ripartendo da un breve riassunto. Il giorno 4 dicembre 2011 la Garritano rilascia un'intervista all'Observer, il domenicale del Guardian. I contenuti di tale intervista tracciano un quadro allarmante del Corpo di Ballo. Si legge, infatti, che alla Scala “una ragazza su cinque è anoressica”, che “la stragrande maggioranza delle ballerine (7 su 10) non ha più il flusso mestruale”, che “si gareggia, oltre che per essere la migliore sul palco, anche per chi mangia meno”, “che molte non riescono ad avere figli”.
Insomma si parla di allarme alla Scala. Tutto questo non solo è falso ma è anche lesivo per l’immagine della compagnia e dei suoi singoli elementi. Non esiste un'emergenza anoressia e chiunque graviti attorno alla nostra realtà lo sa bene.
È evidente che abbiamo trovato inaccettabile tale strumentalizzazione e in una lettera scritta alla Direzione chiedevamo di adoperarsi affinché l'immagine del Corpo di Ballo stesso, in particolare quello femminile, venisse difesa e tutelata.

Siamo sorpresi di una presa di posizione così drastica da parte dell’Ente, ma non siamo in grado di valutare la situazione nella sua totalità in quanto non siamo a conoscenza delle motivazioni e delle procedure attuate dal Teatro.
Allo stesso tempo non ce la sentiamo di appoggiare una campagna contro il Teatro e il mondo della danza in generale, che non condividiamo e di cui ci sentiamo vittime. A leggere certi giornali (e anche alcuni comunicati sindacali interni) sembra ci sia una coraggiosa eroina che lotta solitaria contro un luogo infernale dove molte ragazze soffrono nel silenzio della omertosa complicità di tutti gli altri. Le cose non stanno così, non ci sono paladini né inferni, tutta la vicenda è stata gonfiata da alcuni giornalisti in cerca di facili scoop e dalla superficialità di chi legge.
Quando anche in un comunicato sindacale leggiamo cose tipo - chi denuncia l’anoressia viene licenziato - ci rendiamo conto che il polverone alzato ha raggiunto lo scopo.


Il Corpo di Ballo del Teatro alla Scala

 

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