|
Il coreografo Anthony Heinl, ex ballerino dei Momix e di Daniel Ezralow, presenta al Teatro Rossini di Roma “SognHAndo”, uno spettacolo di grande impatto visivo dove illusionismo, teatro fisico e mimo si fondono e dove la fantasia dello spettatore viene stimolata da una sequenza di illusioni ottiche, danza, teatro fisico, mimo e acrobatica.
Di recente formazione, la compagnia di danza “AH!” - Dance Theatre Illusion, si presenta al pubblico romano con un linguaggio totalmente libero dai canoni della danza tradizionale.
Assistendo alla loro performance ci si può rilassare estraniandosi dalla quotidianità e lasciando ampiamente respiro all’immaginazione.
La danza come il mimo non hanno bisogno di parole per evocare un sentimento e così mentre i danzatori si esprimono attraverso fluidi movimenti sinuosi, il personaggio del mimo è un trasformista dallo sguardo magnetico oltre a diventare comico, sentimentale e grottesco allo stesso tempo.
Vengono proposte una serie di scene che descrivono eventi di vario genere, tutte risvegliano la fantasia grazie all’illusione scenica.
Il viaggio ha inizio con la visione delle ombre di corpi su di un telo bianco che sembrano uno la proiezione all’infinito dell’altro. Poi si alterna la leggerezza del mimo Mallia, già allievo di Etienne Decroux, che interagisce in modo creativo e spiritoso con il pubblico.
In un’altra scena, i ballerini si immedesimano in modo tale, che colpisce come interpretano una sorta di animali preistorici che migrano in branco.
Poi torna il mimo che, in qualità di direttore d’orchestra, dona un’interpretazione personale ad un motivo di musica classica che termina con pathos finale ricordando un po’ il duello di Don Chisciotte della Mancia con i mulini a vento.
Come in un sogno tutto può accadere, allo stesso modo si riescono a percepire emozioni come poter volare e sentirsi sospesi nel vuoto ed anche proiettati nello spazio ed incontrare figure extraterrestri, donne quasi divine che nuotano all’interno di una palla di cristallo. Musiche molto belle accompagnano l’intera esibizione.
|