|
Spettacolo di Ricardo Nunez
e Mara Fusco (Balletto di Napoli)
A Napoli torna di moda la sontuosa musica di Johann Strauss jr., il cui spartito si è prestato più che bene all’allestimento de Il pipistrello di Ricardo Nunez, protagonista assoluto in cabina di regia e coreografia per la compagnia del Balletto di Napoli di Mara Fusco.
Titolo e musiche sono le stesse proprio dell’ultima combinazione vincente del duetto più significativo della scena coreutica campana, ovvero Nunez e Fusco ancora assieme per le fortune della compagine partenopea.
 
Il pipistrello è in piena tournée in Campania, con due tappe al Teatro delle Palme di Napoli i primi due giorni del mese ed al Teatro delle Arti di Salerno per la replica del tre aprile.
Il libretto di Meilhac e Halévy del 1894 è riportato in auge sapientemente dal Balletto di Napoli, con l’intero repertorio di vendette, travestimenti, inconsapevoli inganni e scene tipiche dell’aristocrazia mitteleuropea ottocentesca. I venti interpreti hanno fedelmente caratterizzato l’intera epoca del titolo, con la sublime cornice dei valzer di Strauss e tutto l’armamentario artistico che ne poteva conseguire.
L’etoile Alessandro Molin, ospite fedele alla compagnia del Balletto di Napoli, ha garantito quel salto di qualità essenziale al successo dell’opera nell’interpretazione di Gabriel von Eisestein, così come la sua Rosalinda interpretata da Maria Vittoria Ignomiriello, altra conferma del precedente cast di un paio d’anni or sono.
A completare il quadro delle primedonne, si rinnova la partecipazione di Elisabetta Carnevale nelle vesti di Adele, cameriera traffichina del libretto e dello spettacolo. Nel ruolo ingombrante del principe Orlowsky abbiamo invece scoperto Ferdinando Arenella, eclettico e versatile danzatore della folta schiera di artisti a servizio di Mara Fusco, regina indiscussa della danza made in Naples.
Proprio lei, la direttrice artistica della compagnia, fortemente motivata a presentare nella propria citt à natale il titolo tanto prezioso del repertorio di Strauss, punta tutto su Il pipistrello per il volo della consacrazione della propria compagnia.
“Abbiamo indovinato tutto nella scelta e nella realizzazione di questa opera – ci ha raccontato la Fusco – e sulla scorta del successo della tournée del 2006 credo proprio che anche quest’anno dovremmo riscuotere i giusti consensi. Non si è lasciato nulla al caso, per questa ragione abbiamo scelto i migliori interpreti in scena e le migliori firme per l’allestimento del dietro le quinte.
Ricordo su tutti le scene ed i costumi griffati da Anna Maria Morelli, certamente una tra le migliori creatrici italiane, così come per la consulenza musicale dell’immane repertorio di Strauss ho goduto della preziosa presenza di Domenico Virgili. Al fianco mio e di Ricardo Nunez in sala abbiamo invece avuto Luigi Neri e Maria Luigia Esposito quali consulenti alla coreografia.
Lo sforzo comune è stato quello di riprodurre un’epoca attraverso forme e contenuti tipici dell’Ottocento, nella viva speranza che il pubblico abbia apprezzato ed apprezzi nel proseguimento della tournée.”
Del resto il balletto meritava l’attenzione ricevuta, soprattutto per l’esigenza di esporre in scena anche l’inesprimibile, con un libretto volutamente ingarbugliato ma al contempo chiarito in scena dal cubano Nunez. E parlando proprio del libretto, spicca all’occhio l’adrenalinica sequenza di ambientazioni reali e virtuali quali la stazione termale, il carcere cui era destinato il protagonista, il ballo in casa Orlowsky, la camera di Rosalinda e di nuovo il carcere per l’erroneo scambio dei personaggi tra il Gabriel e l’Alfred del bravissimo Carlo de Martino.
Da qui ne seguono gli indimenticabili valzer, sulle musiche di Strauss e le coreografie di Nunez, nei quali vediamo impegnato l’intero cast del Balletto di Napoli sotto l’occhio vigile dell’etoile sempreverde Alessandro Molin. L’apoteosi della musica ci conduce direttamente nel mondo fatato dell’ebbrezza dionisiaca, senza tuttavia mai lasciarsi andare oltre il vaudeville originale, con risa, gioia e la soluzione all’inganno del carcere di cui prima. Gabriel von Eisestein prende definitivamente il posto che gli spetta, in cella, sostituendo lo sfacciato Alfred nella dissacrante cornice che ha accompagnato tutto il balletto.
Migliore sorte non poteva avere il Reveillon del 1894 (così era chiamato in origine Il pipistrello di Strauss, peraltro incluso nel corrente repertorio operistico tedesco), grazie al contributo delle sapienti mani di Ricardo Nunez e Mara Fusco, due fuoriclasse della danza di questi tempi.
In scena, poi, i venti bravi interpreti hanno potuto esprimersi al meglio, su uno spartito magnifico ed un intreccio coreografico aderente all’epoca ed ai contenuti originali.
|