Momix - Bothanica
Tornano i Momix a Roma, la compagnia di danza famosa
a livello mondiale per i loro straordinari spettacoli di illusionismo
e acrobazie. Nata da un’idea del regista e coreografo americano Moses
Pendleton, già fondatore nel 1971 del Pilobolus Dance Theatre, dopo la
sua ultima creazione del 2005 “Sun Flower Moon”, oggi festeggia 30 anni
di successi presentando al pubblico romano “Bothanica”, in scena al Teatro
Olimpico fino al 28 Febbraio 2010.
Moses allestisce uno spettacolo incentrato sui movimenti della natura che si susseguono con l’alternarsi delle stagioni e bravissimi interpreti danzano nello spazio coinvolgendo gli spettatori in un mondo quasi surreale dove la fantasia si presta ad essere catapultata in altre dimensioni. La compagnia dei Momix, formata da dieci ballerini, ci diletta con un’esibizione suddivisa in due tempi, Winter Spring (Inverno-Primavera) e Summer Fall (Estate - Autunno), e ci rende sensibili ai cambiamenti climatici che portano all’evoluzione della specie con il susseguirsi degli agenti atmosferici. In effetti, il coreografo per il tema dello spettacolo, si è ispirato al ciclo delle Quattro Stagioni di Antonio Vivaldi, musica su cui viene danzata parte di una coreografia, la “Primavera”, nonostante le musiche siano numerose e diversificate: si spazia dal genere tribale a Peter Gabriel. L’eleganza dei costumi nasce dai disegni di Moses Pendleton, Cynthia Queen e Phoebe Katzin per cui i ballerini, grazie anche ai giochi di luce, sono piante rampicanti, fiori colorati, onde nell’acqua, si animano fondendosi con la roccia, diventano centauri, insetti e uccelli regalandoci emozioni e comunicandoci diversi stati d’animo attraverso i movimenti coreografici.
Gli elementi scenografici sono di forte impatto visivo: assistiamo ad esempio alla metamorfosi di un semplice telo bianco, che ha la caratteristica di essere particolarmente elastico, che comandato dai ballerini, assume diverse sembianze e si trasforma da conchiglia, a fiore e da vento a mare. Il messaggio che lascia dentro una volta fuori dal teatro questo tipo di spettacolo è un invito a rispettare e ad amare la natura che ci circonda perché il nostro pianeta è fauna e flora e noi siamo parte integrante della natura stessa.
Roma, 8 Febbraio 2010





