Primo scorcio del 2008 e già è tempo di stilare i primi bilanci. Bilanci che, a quanto pare, sorridono pienamente al sornione Raffaele Paganini ed al suo seguito, in occasione dell’ultimissima fatica coreografica.
Omaggio a Fred Astaire e Gingers Rogers è l’ultimo titolo del Paganini nuova versione, ovvero quella stilizzata sul genere filoamericano, con tanto di tip tap e scene a stelle e strisce.
Raffaele Paganini del resto è il ballerino in “anta” più giovanile del panorama coreutico italiano, e questo gli consente di poter spaziare liberamente nell’immenso repertorio della danza sui generis. Cosicché qualsiasi definizione diviene il sunto di tutta una pubblicistica di settore che premia Paganini quale versatile e vincente prodotto del vivaio nazionale di danza e balletto. Mica poco per uno che gira teatri a dozzine, senza pausa e con svariate compagnie da coordinare.
Eh sì, perchè il buon Paganini s’è messo a collaborare da tempo con Marco Realino, Carlo Pesta & Co., per il buon profitto della danza di qualità, soprattutto nell’ambito della promozione della danza e del balletto attraverso l’Euroballetto, la Compagnia Nazionale Raffaele Paganini, il Balletto di Milano e tutto quello che esce dal cilindro dei suoi amici più fidati. Si dice di Paganini figlio e marito d’arte, con la complicità artistica in famiglia a dettare i tempi dei viaggi del buon Raffaele, bravissimo a riempire i teatri sulle musiche dei più disparati repertori musicali e coreografici. Ma ora facciamo capolino nell’ultimo lavoro del gruppo, ancora ampiamente in giro dopo il felice rodaggio di altre regioni entusiaste del piccolo grande fenomeno.
Il balletto-musical più atteso della stagione 2007-2008 ha così conquistato anche le regioni più lontane, in vista delle tappe all’estero di Svizzera e Belgio, con il nuovo tormentone di Raffaele Paganini in coppia con Luigi Martelletta, peraltro su due icone del musical americano di mezzo secolo addietro quali Fred Astaire e Ginger Rogers. E citando il nome di Paganini non facciamo altro che sollecitare ancor più le scontate resse ai botteghini del pubblico per l’evento.


Ma Omaggio a Fred Astaire e Ginger Rogers del collaudato duo Paganini-Martelletta è stato molto più di un semplice spettacolo di balletto musicale, ha infatti arricchito la scena di contenuti più complessi guidati dalla multivisione e dalle differenti tecnologie impiegate in sala. “Il mio obiettivo principale – recita il simpaticissimo Paganini – è quello di parlare degli anni Trenta, Quaranta e Cinquanta a quelli che li hanno vissuti in prima persona e, soprattutto, a quelli che li hanno visti solo nei film e nei documentari.
Omaggio a Fred Astaire e Ginger Rogers è dunque un contenitore di emozioni d’altri tempi, non voluto per l’esaltazione della figura dei due fuoriclasse del musical americano ma, innanzitutto, per amplificare il vissuto di quei tempi, i costumi, le ambientazioni, le auto ed il modo di vivere di quei lontani anni. Omaggio è dunque sì un omaggio, ma ad un’epoca intera, attraverso due tra i più significativi esponenti del mondo dello spettacolo di allora.” E Paganini, forse più di ogni altro, ha saputo mostrarsi abbastanza versatile da catapultarci più di mezzo secolo indietro a cercar fortuna nell’America che fu tempio assoluto proprio di Fred Astaire e Ginger Rogers, con un’interpretazione di tip tap di altissimo livello tecnico ed interpretativo. “Gli stessi personaggi del titolo – spiega ancora Paganini – non li ho proposti nello scontato di pas de deux della memoria ma, al contrario, li ho messi in vetrina in una novantina di minuti circa di danze e musiche rievocative delle gesta loro e di un contesto storico intero.
L’accompagnamento musicale ha previsto brani di George Gershwin e Glenn Miller conosciutissimi al grande pubblico, ma anche altri meno noti, con l’intento di non circoscrivere l’attenzione dei presenti alle sole performances più note ed orecchiabili. Il musical è stato davvero tutto godibile, per cui sarebbe stato un grossolano errore concentrarsi solo su alcune parti, tanto che con Luigi Martelletta si è deciso di scindere lo spettacolo in due coreografie: In the Navy e la fortissima Fred e Ginger di Martelletta stesso, ormai mio vecchio compagno di mille battaglie con Marco Realino, altra musa ispiratrice di tanti lavori di successo del passato e del presente.” Un presente che vede Raffaele Paganini impegnato con la sua Compagnia Nazionale e l’Euroballetto in tournèe internazionali per gran parte dell’anno, su e giù a ballare, cantare e darsi al tip tap per il copioso pubblico presente ai suoi spettacoli. Così il musical più atteso celebra contestualmente le vicende d’oltreoceano dei miti del ballo cantato e del nostro eroe Paganini, vecchio marpione del balletto nostrano. Con Omaggio a Fred Astaire e Ginger Rogers, Paganini e Martelletta solleticano le corde più preziose del musical a stelle e strisce per cui, a ragion veduta, crediamo di poter scommettere sull’ottimo traguardo raggiunto in qualità e spessore tecnico dall’etoile più etoile degli over. Forse i compagni di avventura di oggi non rispondono pienamente a quelli di una volta, “ma del resto di Nureyev non ne nascono proprio tutti i giorni – ricorda Raffaele - e poi, soprattutto, l’età resta comunque un’inquietante passeggera del proprio viaggio di una vita.
Io sono strafelice di quanto fatto sinora, dopotutto sono certamente il ballerino con più incassi e spettatori dei teatri italiani. Mica poco. E poi mi verrebbe da aggiungere che riesco sempre a stare con il passo dei tempi, anche se i titoli possono far cadere in inganno.” E allora stà a vedere che a breve di Omaggio ne sarà coreografato uno ad hoc per Raffaele Paganini, ovvero il più versatile e vincente danzatore italiano. Piccolo grande fenomeno di costume.