Danza, techno e Bolshoj: arriva l'Apocalisse
16/02/2012
La potenza è nulla senza controllo", recitava lo slogan di un famoso spot pubblicitario. Se, a "potenza" e "controllo", si aggiunge anche "passione" e "tecnica", allora, è facile rendere, in maniera spicciola, l'essenza di uno dei più grandi corpi di ballo al mondo. Basta dire, infatti, "Bolshoj di Mosca" per fare incetta di consensi aprioristici. I sensuali ballerini russi, ora, sbarcheranno al Teatro Arcimboldi di Milano, il 17 e il 18 febbraio, per dar vita a "Suivront mille ans de calme", opera, ispirata all'Apocalisse di San Giovanni, di uno dei coreografi-pilastri della danza contempora, Angelin Preljocaj.
All'Arcimboldi verrà messo in scena un "racconto" epico che
trae ispirazione dal notorio testo biblico, ma che allo stesso tempo se
ne allontana. Preljocaj somatizza le assidue letture attualizzandole e
riempendole di "moderno". Al centro della piece infatti sta
l'uomo. Sul palco i ballerini, muovendosi come in trance, diventeranno
i rappresentanti di vite alienate, che hanno perso il senso originario
della propria esistenza. Per dirla con il coreografo nato in Francia ma
di origine albanese "Suivront mille ans de calme cerca di sfiorare
la deriva cieca di corpi, sballottati da ideali e da credenze un po’ perdute".
Per fare ciò, Preljocaj si è servito della collaborazione dello scenografo Subodh Gupta, che ha cercato di giocare con gli utensili indiani trasformandoli da oggetti usuali a oggetti culto, e del costumista Igor Chapurin, astro nascente della moda russa, che per le sue collezioni si rifà alle nifee e alle dee dalla carnagione chiara.
Guest inusuale, invece, alla composizione delle musiche. Il celebre coreografo ha voluto con sé Laurent Garnier, nome apparentemente più facile da reperire nei flyer di una discoteca che non nella locandina di un teatro. Ma solo apparentemente perché il dj francese, nome di spicco della techno d'Oltralpe, è un artista a tutto tondo, che attraverso i quattro quarti dell'elettronica ha ricreato in maniera magistrale i tempi del rituale moderno, tempi che in realtà toccano territori ancora più lontani...





