Sylvia
Balletto in tre atti e cinque scene, musica di Léo Delibes, libretto di
Jules Barbier Barone de Reinach, coreografia di Louis Merante. Prima rappresentazione:
Parigi, Opéra, 14 giugno 1876 con interpreti Rita Sangalli, Sanlaville,
Louis Merante.
Di Sylvia sono state realizzate diverse versioni tra le quali quelle di
Lev Ivanov e Pavel Gerdt (S.Pietroburgo 1901), Leo Staats (1919), Serge
Lifar (1941), Albert Aveline (1946), Aurelio Milloss (Venezia 1948), Sir
Frederick Ashton (Londra, 1952), Laszlo Seregi (Budapest 1972), David
Bintely (Birmingham 1993). In anni recenti il balletto è diventato uno
dei lavori più interessanti di John Neumeier (Parigi, Opéra, 1997) e recentemente
si è avuta una nuova edizione ad opera di Mark Morris (San Francisco 2004).
George Balanchine nel 1950 ha coreografato il pas de deux del terzo atto
per Maria Tallchieff e Eglevsky e nel 1931 la musica di Delibes per Sylvia
ha ispirato il coreografo Leonid Lavrovsky per il balletto Fadetta rappresentato
a Leningrado.
Trama: Il balletto, ispirato al dramma pastorale Aminta di Torquato Tasso, narra dell’amore del pastore Aminta per Sylvia, una delle ninfe di Diana. Ninfa respinge Aminta così come Orione, il cacciatore nero, ma, successivamente, in seguito all’intervento di Eros, comprende di amare Aminta. Infine, sarà Diana a benedire le nozze dopo aver perdonato la sua ninfa. Il ruolo di Aminta nella prima rappresentazione del balletto venne interpretato da una ballerina en travesti.
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