Nella foto:
Nadia Nerina e David Blair
Balletto in quattro atti
su una raccolta di
canzoni ed arie popolari francesi,
libretto e coreografia di Jean Dauberval.
Prima rappresentazione:
Bordeaux, Grand Théâtre, 1 luglio 1789 con il titolo Le
ballet de la Paille, ou Il n’est q’un pas du mal au bien e con
interprete Marie Madeleine Crespé (moglie di Dauberval) nel
ruolo di Lise.
La Fille mal gardée è l’unico balletto classico del 18° secolo
ancora oggi in repertorio. Rimontato innumerevoli volte sin dal
sua prima rappresentazione avvenuta nel 1789, due settimane
prima della presa della Bastiglia, quando fu messo in scena dal
coreografo Jean Dauberval (1742-1806) su una partitura di
musiche popolari francesi, la Fille è il primo ballet d’action
nel quale le parti virtuosistiche si alternano a parti mimate.
In realtà, già in precedenza, nel 1786, era stato rappresentato
a Copenaghen un ballet d’action dal titolo Les caprices de
Cupido et le maître à danser del coreografo Vincenzo Galeotti
che però era rimasto soltanto ristretto al repertorio danese.
Della coreografia originale del balletto di Dauberval,
rappresentato all’inizio con il titolo Le ballet de la Paille,
ou Il n’est q’un pas du mal au bien, non è rimasta nessuna
traccia tranne che il canovaccio della storia.
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Xiomara Reyes
e Angel Corella |
Carlos Acosta |
Svetlana Lunkina |
Nel balletto, rimontato dallo stesso Dauberval nel 1791 a Londra
presso il Pantheon Theatre, dove acquisì l’attuale titolo,
vengono abbandonati per la prima volta i temi mitologici per
descrivere la vita di ogni giorno attraverso l’esposizione di
una storia semplice e lineare di ambiente contadino e con
l’inserimento di personaggi grotteschi come Mamma Simone, la
madre della protagonista Lise.
Infatti, il balletto narra la storia di Lise, giovane contadina
innamorata di Colas, il cui amore è osteggiato dalla madre
Simone (ruolo danzato da un uomo en travesti) che vuole che la
figlia sposi Alain, figlio un po’ tonto di un ricco proprietario
terriero. Dopo parecchie vicissitudini, culminate nel
ritrovamento dei due innamorati nella stanza da letto, la vedova
acconsente alle nozze ed i due giovani possono finalmente
coronare il loro sogno d’amore.
La novità della messa in scena di un balletto
che raccontava la storia di persone di tutti i giorni sullo
sfondo di una campagna e di una fattoria con momenti esilaranti
come quelli del pollaio animato, conquistò immediatamente il
pubblico del tempo.
Sicchè la Fille nel 1828 veniva ripresa da Jean Aumer all’Opera
di Parigi con un nuovo arrangiamento musicale costituito in
parte dalle musiche originali di ignota attribuzione e in parte
da brani tratti dalle opere di Rossini completata dalla musica
composta appositamente da Louis Ferdinand Herold. Nel 1864 il
musicista Peter Ludwig Hertel compose una nuova versione per il
balletto che fu coreografato da Filippo Taglioni al Teatro di
Berlino e su questa versione si basa la ripresa della Fille
avvenuta a Pietroburgo nel 1885 e coreografata da Petipa ed
Ivanov con Virginia Zucchi: una Lise tra le più acclamate.
La fille mal gardée, con le musiche di Hertel
o di Herold, era entrata ormai nel repertorio di molte compagnie
ma il culmine del suo successo avviene il 28 gennaio 1960 quando
Frederick Ashton coreografa il balletto per il Royal Ballet
nella partitura di Herold ripresa da John Lanchberry e con
l’aggiunta di nuovi brani musicali tra i quali il tema del
“temporale” tratto dal secondo atto della “Cenerentola” di
Rossini. Nel balletto, in due atti e tre scene, vengono
richiamate le danze popolari francesi (danze dei nastri e degli
zoccoli) mentre ogni quadro viene introdotto da un
danzatore-gallo accompagnato da quattro ballerine-galline. Una
recente e differente versione è stata proposta da Hans Spoerli
nel 1981 all’Opera di Parigi con musiche adattate da Jean Marie
Damase e successivamente da Ivo Cramer a Nantes nel 1989.
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