Balletto dell'Opera di Kiev
Nel 1888 il Principe Vsevolozkij, Sovrintendente dei teatri
imperiali di San Pietroburgo, commissionò a Chaikovskij un
grande balletto celebrativo e gli propose un libretto, da lui
stesso composto, tratto dalla fiaba di Charles Perrault "La
bella addormentata", affidando nello stesso tempo la coreografia
e l'intero progetto da mettere in scena a Marius Petipa.
Il
grande coreografo non si limitò a redigere la trama del balletto
e a comporre le coreografie ma intervenne con numerose richieste
sulla musica coadiuvato da Chaikovskij che non si sentì per
niente sminuito dalla pressione di Petipa bensì fu ancor più
stimolato e fece scorrere con grande fervore la sua vena
melodica secondo le esigenze della composizione coreografica.
La
supervisione della produzione però fu di Vsevolozkij che fu
anche l'autore dei bozzetti dei costumi che volle sfarzosissimi
così come le scene affidate a ben cinque scenografi (Ivan
Andreev, Michail Bocharov, Konstantin Ivanov, Henryk Levogt,
Matvei Sisk), i quali si ispirarono alle illustrazioni di Gustav
Doré per le favole di Perrault. Le spese per quella prima
edizione furono elevatissime tanto che impegnarono un quarto del
bilancio delle produzioni del Mariinskij del 1890.
Il debutto della "Bella Addormentata", con direttore d'orchestra
Riccardo Drigo, ebbe luogo il 3 gennaio 1890 al Teatro
Mariinskij di San Pietroburgo con l'italiana Carlotta Brianza
nel ruolo di Aurora, Pavel Gerdt (il Principe), Enrico Cecchetti
(Carabosse e l'Uccello blu), Marie Petipa, figlia del
coreografo, la Fata dei Lillà (ruolo interpretato allora in
forma mimica e solo dal 1922 sulle punte).
Lo spettacolo ebbe un
successo strepitoso e conquistò gli spettatori e la critica.
Oggi può definirsi il monumento, l'apoteosi del balletto perchè
la coreografia è costellata da autentici pezzi di bravura che
richiedono una grande abilità virtuosistica e purissima tecnica
accademica: un banco di prova affascinante e temibile per ogni
corpo di ballo.
Nella foto:
Aurora e Principe Diserè
Versioni successive
Molte versioni si sono succedute a quella di Petipa. In ambito
russo quella moscovita di Alexandre Gorsky (1899), di Lopokov
(1922), di Assaf Messerer (1936), di Jurij Grigorovic (1963).
In
Occidente il balletto fu presentato al Teatro Alhambra di Londra
il 2 novembre 1921 da Nicholas Serghiev con i Balletti Russi di
Diaghilev col titolo "The Sleeping Princess". Aurora in quell'edizione
fu Olga Spesivzeva e il Principe Pierre Vladimorov.
La prima
Aurora, Carlotta Brianza, ormai cinquantaquattrenne, interpretò
in quell'occasione Carabosse. Nel 1955 fu allestita la versione
a cura di Mary Skeaping per il Balletto Reale svedese e nel 1960
fu la volta di quella di Robert Helpmann, già interprete con
Margot Fonteyn di precedenti edizioni di Serghiev, con l'International
Ballet del Marchese de Cuevas. E' del 1966 l'edizione
innovatrice di Rudolf Nureyev con Carla Fracci alla Scala di
Milano che, pur rispettando la coreografia originale di Petipa,
apportò delle innovazioni che contemplavano la duplicazione del
ruolo della Fata dei Lillà e l'ampliamento del ruolo del
Principe.
A questa si sono succedute quelle di Roland Petit
(1990), di Anthony Dowell (1994) e di Mats Ek (1996) che
ambienta la storia ai giorni nostri trasformando Aurora in
un'adolescente ribelle che si punge con l'ago della siringa
utilizzata per la droga ma il bene anche qui come in tutte le
favole trionfa.
Nella reggia di re Floristano si festeggia la nascita della
principessina Aurora.
Il maestro delle ceremonie, Catalabutte,
introduce gli invitati e dà inizio ai festeggiamenti. Entrano sette
fate con i rispettivi cavalieri che offrono doni e buoni auspici
alla neonata.
La festa è al culmine quando arriva furibonda la maga
Carabosse, involontariamente non invitata alla cerimonia. Anche lei
ha portato un dono alla piccola Aurora ma il suo dono è una
maledizione: quando compirà sedici anni si pungerà con un fuso e
morirà. La dolce Fata dei Lillà, che ancora deve porgere il suo dono
alla neonata, predice alla piccola che quel giorno non morrà ma si
addormenterà sino a quando non sarà destata dal bacio di un
principe.
Nella foto:
La danza dei due sposi
Il soggetto
ATTO I°
Sono passati sedici anni ed è il giorno del compleanno di Aurora.
Catalabutte nota tre vecchie che filano all'esterno del palazzo e
ordina che siano condotte in prigione in quanto dal giorno della
maledizione della maga tutti gli aghi sono stati messi al bando. Il
re e la regina, sopraggiunti, fanno un atto di clemenza in omaggio
alla festa della figlia. Inizia la festa di compleanno, alla quale
partecipano quattro principi, pretendenti alla mano della
principessa. Aurora danza con loro accettando la rosa che le
offrono. Giunge una vecchia che le porta in dono un fuso con il
quale ella si punge e cade a terra come morta. La vecchia è la maga
Carabosse che esulta per aver raggiunto il suo scopo ma la Fata dei
Lillà per incanto fa addormentare tutta la corte e circonda la
reggia con una fitta foresta.
ATTO II°
Sono trascorsi cento anni. In un bosco si sta svolgendo una battuta
di caccia alla quale partecipa il principe Desiré che, rimasto solo,
si aggira pensoso quando gli appare la Fata dei Lillà che gli
racconta la storia della principessa Aurora. Come in una visione il
giovane vede la fanciulla addormentata e se ne innamora
perdutatamente implorando la fata di condurlo dalla principessa. Il
principe giunge nella foresta, entra nel castello incantato e quando
vede la bella addormentata la bacia dolcemente sulla bocca. Aurora
si risveglia e d'incanto tutta la corte riprende a vivere. La
principessa conduce Desirè dal re e dalla regina che benedicono le
nozze dei due innamorati.
ATTO III°
E' il giorno delle nozze di Aurora e Desiré e tutta la corte
festeggia gli sposi. Vengono presentati i doni e si alternano nelle
danze i personaggi delle favole più famose: il Gatto con gli stivali
e il Gatto bianco, Cenerentola e il Principe, l'Uccello Blù e
Florina, Capuccetto Rosso e il Lupo, Pollicino e l'Orco. La festa si
conclude con la danza dei due giovani sposi raggianti per avere
coronato il loro sogno d'amore.
La musica
| ATTO I° |
ATTO II° |
ATTO III° |
Valzer
Pas d'action
Danza delle damigelle
Variazione di Aurora
Coda
Finale |
Pas d'action
Variazione di Aurora
Coda
Panorama
Entracte
Finale |
Marcia
Polacca
Pas de quattre
Variazione - coda
Pas de caractère
Pas de quattre
Variazione-coda
Pas de caractére
Cenerentola e il Principe Fortuné
Pallicino
Entrata di Aurora e del Principe Desiré
Adagio
Variazione del Principe Desiré
Variazione di Aurora
Coda
Sarabanda
Finale
Apoteosi |
|